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  • Erika Ongaro

“Demenza senile”: dove vogliamo porre la nostra attenzione?

Sentiamo sempre più spesso parlare di “demenza senile”, di malattie legate al declino cognitivo, di perdita della memoria e di disturbi del comportamento.


In qualità di familiari delle persone affette da demenza o di operatori del settore socio-sanitario, sappiamo bene cosa significhi “prendersi cura” di una persona anziana che manifesta quotidianamente tutta una serie di bisogni e necessità.


Bisogni e necessità ai quali spesso non “ci sentiamo in grado” di rispondere in maniera adeguata.


E allora che fare? Se ci focalizziamo su ciò che la persona non è più in grado di fare, quindi pensiamo alle perdite fisiche, alle difficoltà cognitive, a quelle relazionali … allora non potremo che sentirci sempre più “frustrati” : come se tutto ciò che facciamo per l’altro non avesse uno “scopo” visibile.


La situazione cambia quando proviamo a porre maggiore attenzione su ciò che “ancora resta”. Allora saremo in grado di vedere che l’anziano che abbiamo di fronte ha ancora un sentire emotivo forte.


La demenza può farci comprendere come pur nelle innumerevoli difficoltà ci sia ancora molto da poter valorizzare.


Ogni piccolo successo è importante venga “celebrato”, poichè si tratta di attimi quotidiani di vita che possono realmente ancora essere condivisi.


Così il “fare insieme”: una passeggiata in giardino, recarsi in chiesa, usare le mani per poter toccare la terra o gli ingredienti per cucinare una torta … possono essere attività realmente significative.


Inutile negare che il dolore, la sofferenza, le difficoltà, le notti insonni, le preoccupazioni non facciano parte “del pacchetto”.


La differenza però possiamo realmente farla noi, la malattia (che si tratti di demenza mista, demenza di Alzheimer, fronto- temporale o altro) c’è. Purtroppo è una condizione che non possiamo cambiare, ma quotidianamente possiamo decidere come utilizzare il tempo che ci è ancora stato concesso.


Si tratta di scegliere tra una relazione dove siamo sempre “in difesa” contro la “demenza senile” o un rapporto dove nonostante tutto sappiamo che è l’emozione quella che conta.

Sempre e comunque.

Erika Ongaro

Formatrice ed educatrice in ambito socio sanitario, esperta del Metodo Validation e membro della Commissione Europea Validation.

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